Psicologo Treviso

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Dott. Damiano Pellizzari
Psicologo, Psicoterapeuta, riceve in provincia di Treviso
Via Borgo Treviso, 37/A - Castelfranco Veneto (Treviso)
Telefono 347.6474401

Iscritto all'Albo degli Psicologi della regione Veneto. Iscrizione N° 3567

Psicologo Treviso: il dott. Pellizzari, nel suo studio in provincia di Treviso, tratta sia problematiche psicologiche come il disturbo d'ansia, la depressione, la psicoterapia di coppia, ecc.

Sia problematiche sessuologiche (eiaculazione precoce, impotenza, vaginismo, ecc.).

Si ricorda che è attivo lo Sportello Gratuito di Ascolto Psicologico.
Servizio che, attraverso un numero verde, ti consente di ricevere le prime indicazioni su cosa fare per risolvere la tua problematica.

Inoltre, attraverso questo sito si mettono a disposizione anche alcuni Test online gratuiti su temi come l'ansia, la depressione, l'affinità di coppia e l'eiaculazione precoce.

Psicologo Treviso. Il Dr. Pellizzari, nei suoi studi di Treviso, Vicenza e Padova, svolge la funzione di Psicologo economico allo scopo di venire incontro alle persone in difficoltà.

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Articolo 1: L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul...
Siamo felici perché lavoriamo o lavoriamo perché siamo felici?

«L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro», recita il primo caposaldo della Costituzione. Ecco perché c'è tanto malessere in giro, grosse difficoltà a gestire la crisi economica, lavorativa, ecologica, sociale, educativa, personale ecc.
Mi spiego perché, detta così, sembra che mi sia bevuto il cervello.
Stabilendo che il lavoro è alla base della Repubblica, si decreta che esso è un valore, un obiettivo, uno scopo fondamentale della vita.

Secondo me il lavoro non è un valore ma un mezzo, uno strumento per raggiungere qualcos'altro.
Riscriverei il primo articolo della costituzione così: «L'Italia è uno stato fondato sulla felicità».
Qualcuno leggendomi dirà: «Questo qua fuma cannabis per essere felice e dire certe stronzate!». Non mi faccio le canne! Qualche cazzata a volte la dico, ma seguitemi nel ragionamento.

Tutti desideriamo essere contenti, gioiosi, in salute e benessere.
Credo che questo non si possa negare.
Il lavoro potrebbe essere uno strumento che facilita molto l'acquisizione di queste condizioni.
Ma allora come mai quando c'è ci sono problemi di continuo e quando non c'è pure?

Provengo da una famiglia che come tante nel nord est, ma non solo, ha fatto del lavoro un valore e non un mezzo. Quando negli anni ottanta Giorgio Saviane pubblicò con Mondadori il romanzo "Il tesoro dei Pellizzari", lo lessi in un tacito orgoglio, riconoscendomi in quella storia di una famiglia patriarcale e contadina che dalla Castellana si trasferì, durante il periodo fascista, nell'Agro Pontino, a bonificare paludi.

Mi sento un erede di quella storia di orgoglio, di spaccarsi la schiena, di lavorare duro perché bisogna farlo ed è degno di merito.
Ma alla schiena non gliene frega niente dei meriti, dei valori, o delle aspirazioni, lei vuole solo svolgere la sua funzione e stare bene il più possibile. Ma riposarsi è tempo perso.

«Quindi dai musso, lavora che te guadagni schei e te ve in paradiso!
E fa in pressa che el soe magna e ore!»
(Dai asino lavora che guadagni i soldi e vai in paradiso! E fa presto che il sole mangia le ore!).
Ma alla schiena e a tutto il corpo non gliene frega niente neanche di questo.

Insomma sono cresciuto con l'idea che il lavoro nobilita l'uomo. Sono stato in linea con l'articolo 1 della Costituzione. Ma da quando ho cominciato a capire che se sono felice ho voglia e passione di operare, di lavorare, la prospettiva si è capovolta.
Se non sono sufficientemente contento è più vitale per me trovare uno spazio e un tempo per riposarmi e rigenerarmi, alla faccia dei miei obblighi interiori e di questa stressante società.

Spendiamo la vita per guadagnare soldi fino a rimetterci in salute e poi li dobbiamo rispendere, spesso inutilmente, per riaverla indietro.
Allora non sarà meglio fermarsi prima ad ascoltare il nostro corpo?
Poi ci stupiamo se arriva una malattia e ne attribuiamo la colpa al caso, al destino o a Dio.

Penso che il caso non esista ma sia un modo di spiegare ciò che non capiamo o non vogliamo capire.
Osservando la natura così perfetta e precisa, dall'orbita degli elettroni intorno al nucleo dell'atomo, alla Terra che gira come un orologio svizzero intorno al sole, dalla forza di gravità sempre uguale, fa proprio ridere sostenere che le cose capitino per caso o destino.

I nostri mali fisici e psicologici sono come un vaso, che goccia dopo goccia lentamente si riempie fino a traboccare. Purtroppo noi ce ne rendiamo spesso conto quando l'acqua è tracimata. Quindi in mezzo al frastuono della vita frenetica e del vociare interiore è vitale fermarsi ad ascoltare il suono dell'acqua, ad osservarne le gocce, a curare il nostro vaso e se da soli è difficile, farsi aiutare da persone che hanno imparato questa attitudine.

Comunque tutto ciò che è natura, dall'idromassaggio, alla passeggiata, dal contatto con gli animali all'ascolto di buona musica, fa bene.
Dovremmo riappropriarci della nostra innata capacità di vedere, sentire e percepire con la pelle, visto che «Semo qua quatro dì in prestio e do i è za pasai» (Siamo qua quattro giorni in prestito e due sono già passati).

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E ora ti riservo le conclusioni a dopo lo psico-indovinello.

Psico-Indovinello:
Con quale tipo di busta paga ti identifichi?

Madre Natura non ha mai fatto mancare niente ai suoi figli. Purtroppo loro ritenendosi proprietari dei suoi doni hanno cominciato a spartirli in maniera disuguale.
Siamo liberi di farlo, ma lei continuamente ci manda messaggi di avvertimento che così non fa bene.

Fintanto che ad un certo punto arriva lo sfratto, un trauma che ci dice:
«Non sei proprietario di niente, sei in affitto da Madre Natura».

Se ci pensiamo bene la proprietà privata è qualcosa che, attraverso una carta e una firma dal notaio, abbiamo deciso che ci appartiene... privandola, togliendola da sua madre, la Natura appunto. Questa è una illusione diventata realtà attraverso una convenzione e una consuetudine.
Osservando la biologia, da un punto di vista fisico, tutto ciò non esiste.

Se vogliamo stare bene e in salute bisogna cominciare a guardare, sentire e percepire con la pelle le cose che esistono davvero.
Allora saremo felici e lo stipendio arriverà inevitabilmente nelle forme più utili a noi!

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